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Sezione: Cinema

 Mah!!!! Lo confesso: dopo aver disperatamente, e invano, cercato di capire se ci fossero precisi e certi legami tra le sei storie narrate dal film, mi son detto: non sarà che sono limitato io, e non ho capito ciò che c’era da capire ?

E allora, lo confesso, sono andato a leggere un po’ qua e un po’ là.

E ho capito che:

1) non c’era nulla di preciso da capire;

2) la gente “ci ha visto” quel che ci vuole vedere.

Ad esempio cosa ci ha visto? “legami immaginari e spirituali che hanno a che fare con temi quali la reincarnazione ecc…”. Ma che vuol dire ?

Frase troppo vaga, se mi permettete.

Oppure “una antologia di situazioni costanti legate all’evoluzione umana che creano un indissolubile legame tra passato, presente e futuro”. Cioè?

OK, un po’ di vaghi legami ci sono: ad esempio lotte contro ogni forma di oppressione/discriminazione (schiavitù in una storia, emarginazione dei “diversi” in un’altra ecc…), ma, come dire, mi pare che il dispiego di forze (inteso come: narrazione) sia sproporzionato alla causa.

Basta una storia, per spiegarlo. E si riuscirebbe a spiegarlo meglio, perché con più tempo e quindi maggiore approfondimento.

Se io, creatore del soggetto di un film, mi invento sei storie parallele, “dichiaro” implicitamente che voglio rappresentare una idea in cui è “necessario” che ci siano più storie e in cui “c’è da aspettarsi” che ci siano legami tra esse che vadano oltre la mera (attenzione: eventuale, presunta) ripresentazione delle stesse idee.

Scusatemi, ma confermo: il film col suo rapido intrecciarsi di sei storie con alcuni personaggi presenti in più di una e con alcuni attori che son presenti in molte (o tutte) le storie, ci vuole proprio far credere che, sì, c’è qualche legame narrativo tra esse.

Riesce così a tenerci col fiato sospeso e con desta l’attenzione perché cerchiamo di ricordare bene i “fili” in modo da cogliere le “chiavi” che ci permettano di agganciarli, di collegarli. Un gesto? Una frase? Un particolare personaggio?

Salvo alla fine scoprire che… queste chiavi non ci sono.

Insomma, questo film più che un capolavoro lo chiamerei una grossa presa per il c…ma proprio nel senso che il meglio che io possa credere dello sceneggiatore, è che si è divertito a prenderci per i fondelli.

Vuole farci credere chissà quali geniali “filosofie” e correlazioni (alla matrix, per intenderci) quando invece, lui ridente sotto i baffi nell’osservare il nostro sguardo rapito e concentrato, sapeva che non c’era nessuna “filosofia”.

Sfido chiunque a dimostrare, ad esempio, che il personaggio di una storia è la reincarnazione di un personaggio di un’atra storia.

Sfido chiunque a dimostrare che Sunmi, nome usato per un clone umanoide in una storia e per una divinità in un’altra, sia in realtà “la stessa persona”; o, volendo essere più astratti, che sia “la stessa entità”, per venire incontro all’ideatore, ma i conti anche in tal caso non tornano del tutto.

Insomma, un film certamente con un montaggio geniale, con qualche buona idea su scenari futuri e futuribili, con ottimi attori, con qualche bella inquadratura mozzafiato, ma nulla più.

Ah, dimenticavo: ho letto che è stato uno dei film più costosi della storia, e, mi pare, la produzione tedesca più costosa.

E io che, alla fine, mi son chiesto: ma non è che hanno “riciclato” gli stessi attori in varie storie per risparmiare sui costi di produzione alla voce “compenso per gli interpreti” ?