Un film a mio parere non esaltante ma che probabilmente, non so se per caso o per abile operazione di marketing, “esce” certamente “al posto giusto e al momento giusto”. Intendo dire che in questo periodo, in Italia, il dissenso e la protesta contro i partiti, i politici e la politica in generale, come condotta negli ultimi, è ai massimi storici, e il film , con la sua curiosa, per certi versi divertente, leggermente surreale storia di “fanta-politica”, sembra far leva proprio su questi sentimenti negativi così diffusi. I due protagonisti rappresentano forse proprio i due opposti: uno segue, causandone (e quindi dimostrandone) il fallimento un modo vecchio, stantio, di fare politica; l’altro si offre come esempio di totale “rottura”, addirittura più di rottura dei “movimenti” che oggi vanno per la maggiore nel paese, nel senso che qui si tocca davvero un approccio diverso non (solo) “programmaticamente”, ma addirittura, oserei dire, “filosofico”. Inoltre, il film piace per l’ennesima prova di eccezionale bravura dell’attore protagonista, Tony Servillo: addirittura il film sembra quasi fatto apposta per esaltare la sua bravura; direi infatti che la sua interpretazione è “puro virtuosismo”, nel mostrare la capacità di rappresentare in modo calzante e credibile due personaggi così diversi e dai caratteri così contrapposti.
