Wagner – Un approccio alternativo

Marco Terranova
Sezione: Classica Ospiti / Dischi Ospiti / Sezione Ospiti

[E’ con estremo piacere che ricevo e pubblico questo articolo di un caro e appassionato amico, che più che essere una recensione, è una sorta di racconto, anche divertente e accattivante, di come la passione per il compositore tedesco è nata e rapidamente “montata” in lui. Un percorso in cui, come lui stesso cita, ho avuto il piacere di accompagnarlo. A lui la parola…]

Il lettore penserà che chi scrive sia pazzo pensando che si possa approcciare ad un grande compositore seguendo chissà quale ricetta segreta o quale antica alchimia. Nulla di tutto ciò. Fra le mie amicizie esistono dei veri conoscitori del grande tedesco ed è grazie a loro che ho trovato inconsapevolmente l’altra via. Imitando l’alpinista inesperto che attacca la montagna dal versante meno arduo, così ho deciso di avvicinarmi al più grande artefice dell’opera lirica di sempre. La cosa bella è che è tutto nato quasi per caso. Mi trovavo da Feltrinelli, alla ricerca di non so bene cosa; mi cade l’occhio sul Tristan und Isolde diretto da Kleiber, uno dei direttori da me più amati. Non nascondo che essendo un po’ tirchio mi sono fatto attrarre dall’allettante offerta e a pochi euro ho deciso di dotarmi della prima opera di Wagner della mia carriera musicofila. Già prima di ascoltarla, nel chiedere l’approvazione dei guru, ho subito la loro simpatica ramanzina: “Certo cominciare col Tristano è arduo…..!”. Non mi sono perso d’animo e ho deciso di prepararmi accuratamente. Stampo il libretto in tedesco e traduzione italiana (www.rwagner.net), su Wikipedia reperisco le informazioni sull’opera e la sua sinopsi. Parto con l’ascolto. Probabilmente la concentrazione necessaria per seguire il testo tedesco, comprenderne la traduzione in italiano e capire lo svolgimento del racconto ha fatto il resto. Nasce un amore irrefrenabile, che ben presto è divenuto una vera e propria droga. Cerco di non affaticarmi e decido di dividere l’ascolto in più sessioni, seguendo naturalmente la divisione in atti dell’opera. La prima sensazione è quella che ho definito “contrazione temporale”: l’ascolto inizia, corre via e mi lascia stupito per come sia arrivato alla fine senza il minimo affaticamento; possibile? Mi sono permesso una simpatica battuta:”Il mio lettore di CD sarà rotto e va più veloce”. Torniamo a noi. Il Tristano (ormai utilizzo il linguaggio degli avvezzi) mi scappa via, tanto da indurmi ad un ascolto fino a tarda serata nella seconda seduta. Fremo. Sono impaziente. Ma come ho fatto fino ad ora? Quasi prendevo in giro i miei amici amanti di Wagner ritenendolo troppo complesso e distante dai miei gusti. Siamo a giugno se non ricordo male, mese in cui comincia la mia corsa. Decido: devo avere assolutamente tutte le opere di Wagner. Acquisto rapidamente l’Olandese e il Lohengrin (Klemperer e Kempe), ordino il Ring di Keilberth del 1955 in Inghilterra (così risparmio un po’), I Maestri di Karajan seguono a breve distanza, restano per un attimo defilati Tannhauser e Parsifal, tanto cose da ascoltare ne ho. Gli ascolti sono altrettanto veloci. Il mese di luglio rappresenta un vero turbinio di ascolti. L’amico Eduardo profetizza:”Entro luglio avrai ascoltato il Ring”. Nemmeno Nostradamus lo avrebbe previsto. Alla fine di luglio mancano all’appello solamente il Parsifal e il Tannhauser. Il tempo di arrivare il primo dagli USA (una fantastica edizione diretta da Knappertsbusch) e il secondo insieme alle altre opere in un cofanetto Decca ormai di difficile reperibilità (Wagner – The Great Operas, grazie alla mia donna all’Avana, mia figlia, che mi ha aiutato ad aggiudicarmi l’ultima copia in vendita a Roma). Quasi ad emulare le profezie di Fatima, Eduardo estrae la seconda:”Entro Agosto avrai completato l’ascolto di tutte le opere di Wagner”. Esattamente! Tutti gli ascolti con lo stesso criterio, stampare, conoscere, concentrarsi, ascoltare. La passione cresce rapidamente. E’ tipico del mio segno zodiacale dicono gli astrologi: grandi passioni, incostanza, fuoco di paglia e poi nulla. Smentisco le scienze occulte in un baleno. La foga wagneriana non mi lascia più. Leggo un libro sulla vita del compositore (120 pagine in mezza giornata), compro il Ring di Baremboim in DVD perchè ascoltare non mi basta più, voglio vedere! Seguono i DVD del Tristano (sempre di Barenboim con la Meier) e il Parsifal diretto da Nagano. Il desiderio si estende e affascinato dal prezzo (fossi di origini genovesi, mah) acquisto un DVD dedicato alla più grande cantante wagneriana vivente, la Meier (donna di una raffinatezza ma nello stesso tempo semplicità inenarrabili). Ormai possiedo almeno due versioni di ogni opera, in alcuni casi tre. Ma che faccio? Nemmeno un LP (avendo il giradischi….)? Un appassionato di Napoli mi invia in visione (fortunatamente esiste ancora questo tipo di persona) due opere: Le Fate (ebbene si perchè non conoscere le opere non-bayreuthiane?) dirette da Sawallisch e i Maestri diretti da Jochum, materiale perfetto, li tengo! Poi la fortuna e la connessione che torna a 15 minuti dalla fine dell’asta mi fa “vincere” su E-Bay il Ring di Karajan in una splendida edizione di 19 LP immacolati. I sabati di Settembre sono caratterizzati da altre “chicche”, prima il Tristano di Furtwangler, poi il Tannhauser di Kempe (1955). Se non bastasse il Teatro dell’opera ha in cartellone il Tannhauser a novembre, indovinate? Balconata, 2° fila, insieme ai miei amici appassionati, l’attesa è spasmodica. Ho voluto narrare una storia di vita vissuta (oltretutto di recente). Come avete spero appreso dalla narrazione, la nuova via è quella di non averne una! Nessuna regola, nessuna sequenza, nessuno studio particolare. Solo la capacità di entrare di persona nel meraviglioso mondo fantastico di Wagner, di vestirsi del ruolo di Wotan o di Parsifal, affiancare Lohengrin o Tannhauser nella loro complessità caratteriale. Imparare ad amare la delicatezza di Senta, la forza di Brunnhilde, la dolce disperazione di Isolde. Wagner è enormemente complesso, una intera filosofia, un mondo parallelo da scoprire. Personalmente l’ho fatto con semplicità, lasciandomi trasportare dalla sua musica, dai suoi personaggi, dalla sua incommensurabile fantasia. Una volta conosciuto Wagner gli altri compositori vi appariranno sotto una luce diversa. Le opere liriche di altri grandi apparterranno ad uno stile diverso. Wagner è una cosa a parte!  

Marco Terranova