Island of noise – Modern Nature

musicascolto
Sezione: Dischi / Rock/pop/jazz etc.

Titolo: Island of noise;

Autore: Modern Nature;

Etichetta: Bella Union Records;

Anno di pubblicazione: 2021;

testi: SI;

credits: SI;

credits per pezzo: SI;

registrazione: 4/5;

confezione: 3/5.

A chi, come me, reputa “Spirit of Eden” dei Talk Talk un capolavoro forse insuperabile, questo album potrebbe risultare molto gradito. Cerca di seguirne l’approccio. Stessa sottile fantasia, con musiche e arrangiamenti non “sbattuti in faccia” ma cesellati nelle sfumature; stessa attonita propensione a fare “respirare” la musica, con un peculiare gusto per i silenzi e la rarefazione. L’album è pervaso di atmosfere jazzate con uso “impressionistico” dei fiati e un bellissimo contrabbasso. Il mood dell’album viene da subito presentato nella prima traccia, “Tempest”: contrabbasso suonato con l’archetto, strumenti a fiato “free”, poche note di chitarra. Con “Dunes” qualcosa in più è presente: una batteria jazzata, qualche accordo di chitarra in più, ma la struttura armonica è fissa, la melodia, cantata da una voce pacata, rilassata, è semplice e ripetitiva; i Modern Nature ci cullano, rischiando magari di annoiarci, ma la noia è raggirata grazie ai fiati che “muovono” il sottofondo dando atmosfera e colori cangianti. I pezzi che maggiormente mostrano quella somiglianza con “Spirit of eden” a cui accennavo sono: “Ariel”, poche e soffici note di chitarra, dolci e oniriche melodie di tromba e sassofoni, e ogni tanto, solo nel refrain, un “coagularsi” di armonie definite, refrain comunque anch’esso cantato in maniera soffice e “sotto voce”; e ancor di più “Simmetry”, pervaso di gusto per le pause e i silenzi. La fantasia non manca. L’uso delle percussioni è spesso fantasioso e non banale (si ascolti ad esempio “Performance”); in “Bluster” sono splendidi i contrappunti tra il canto e i due strumenti a fiato. Anche in pezzi apparentemente più convenzionali, almeno nella struttura, come “Brigade”, gli “scarti” dall’usuale non mancano: il tempo, un 6/8 certo inconsueto nella musica pop; e dopo i refrain gli assoli non son fatti dalla solita chitarra, ma da clarinetto e/o sassofono. Insomma un album ipnotico, rilassante, stimolante, suggestivo.