Frank Zappa – Hot rats

musicascolto
Sezione: Dischi / Rock/pop/jazz etc.

Titolo: Hot rats
Autore: Frank Zappa
Etichetta: Rykodisc
Codice: 0 14431 05082 4

Confezione: 1/5
Registrazione: 2/5
Prezzo: 2/5
Importanza: 4/5

Credits:
Credits per pezzo: no
Testi: no

Senti Zappa e poi muori

Qualcuno,volendo esprimere la bellezza “definitiva” della capitale campana, usò l’espressione “vedi Napoli e poi muori”.

Ebbene, questo album di Franz Zappa è così pieno zeppo di idee musicali, che davvero sembra, dopo averlo ascoltato con concentrazione ed essersi quindi fatti travolgere dalle sue note, di non poter più sperare di ascoltare nulla di simile.

Una miniera di idee, di trovate, una incredibile quantità di musica rock di qualità. E, si badi, sempre rimanendo ampiamente dentro i confini del rock elettrico; altri album risultano molto fantasiosi ma per arrivare a tale varietà devono spaziare di genere in genere, costituendo alla fine un pout-pourri a volte dispersivo e disomogeneo.

Qui siamo pienamente in ambito rock: con qualche sfumatura rythm ‘n ‘ blues, con un pizzico di blues, ma d’altronde è da lì che nasce il rock’n’roll.

Splendida musica e ottimamente suonata: i batteristi (Paul Humphrey e John Guerin) danno fondo a un incredibile campionario di soluzioni ritmiche, non si “siedono” mai su uno stesso pattern e poi spessissimo sfociano in travolgenti, velocissime, devastanti sequenze su piatti e tamburi; altrettanto si può dire del bassista, quasi sempre tale Max Bennet.

I brani sono pochi ma…bastano e avanzano: con la quantità di trovate musicali qui presenti si possono fare, credetemi, decine di album che risulterebbero tutti comunque godibilissimi.
Si comincia con “peaches in regalia” ed è un tripudio di fantasia: riff di tastiere si susseguono con un pizzico di ironia e tanta creatività.

Poi si inizia a fare sul serio, con la lunga e travolgente “Willie the pimp“: rock allo stato puro, giri armonici leggermente blues, un po’ di canto nei primi due minuti e poi via, si parte per la tangente con una chitarra elettrica scatenata e creativa: è lo stesso Frank a suonarla in tutto l’album e la suona alla grandissima.

Con “Son of Mr. Green Genes” continuiamo con la stessa sorprendente genialità, solo ci spostiamo leggermente verso ritmiche e sapori rythm and blues; un riff di fiati e tastiere quasi epico è il “leitmotiv” che ogni tanto si ripresenta, ma in mezzo c’è tanta incredibile e velocissima chitarra elettrica.

Altro capolavoro: “The gumbo variations“; a parte che qui c’è anche spazio per un paio di momenti “solo batteria e basso”, che permettono di mettere in primo piano le fantastiche acrobazie di questi due strumentisti, siamo in presenza di un pezzo così strutturato: un paio di minuti “introduttivi”, poi si va con una lunga sequenza quasi jazz in cui i fiati la fanno da padrona (circa 7 minuti), verso il nono minuto entra di soppiatto la chitarra elettrica ed è…un lungo, clamoroso, mai noioso assolo di chitarra di circa altri 7 minuti: ci sorprende, ci eccita, ci ammalia, ci strapazza !!

Un album che, decisamente, prende “i sensi”, piuttosto che il cuore: non ci sono momenti dolci, ballate estatiche, passaggi struggenti o commoventi (tutte cose che a me piacciano assai, sia chiaro…).

Questa è, invece, musica sensuale, oserei dire erotica.
Zappa con questo album, il più bello tra i suoi album rock e perfetto crocevia tra la ricerca a volte troppo avanguardista dei suoi esordi, e i classicismi o addirittura “barocchismi” che pervaderanno molti dei suoi successivi album, suggella qui un momento di intensa creatività.

E inoltre dimostra di essere stato un chitarrista elettrico di livello storico, paragonabile, e non si meraviglino coloro che non hanno ascoltato questo album, all’immenso Jimi Hendrix.

Da ascoltare poche volte nella vita, se non volete correre il rischio di buttar via tutta la vostra restante discografia rock !!

Se volete correre il rischio, invece, ascoltatelo pure ogni giorno: ce n’è da non stufarsi mai !