Charles Rosen – La generazione romantica

musicascolto
Sezione: Libri

TITOLO: La generazione romantica

AUTORE: Charles Rosen

CASA EDITRICE: Adelphi

Un libro che è una vera e propria “bibbia” per chi vuole approfondire lo stile, la poetica, il linguaggio musicale del periodo che viene indicato come “romanticismo”.

Attraverso una attenta, competentissima e approfondita disamina di varie composizioni degli autori romantici, Rosen ci guida alla scoperta delle caratteristiche dei vari compositori, spesso contestualizzandole sia storicamente in ambito musicale, sia in rapporto ad altri aspetti della cultura non strettamente musicali; non mancano infatti “deviazioni” verso altre arti, in particolare la pittura e la poesia, arrivando anche a lambire filosofia, psicologia, estetica.

Molto interessante, ad esempio, tutta la disamina dell’estetica del “frammento”, inteso nel romanticismo come un qualcosa al contempo “chiuso” in se ma che rimanda a qualcos’altro, un qualcos’altro necessario per dargli senso compiuto.

E su questa linea si “innestano” le varie raccolte di pezzi brevi (qualche esempio: “Carnival” o “Scene infantili” di Schumann; le raccolte dei “Preludi” di Chopin; le raccolte di lieder di Schubert o di Liszt, ecc…), vero e proprio nuovo “genere” della musica romantica che tentò di superare, con esso, il rigido schematismo delle forme classiche, forma-sonata in primis.

 Il libro non è di facile lettura; per chi non ha una competenza tecnica musicale, potrebbe anzi risultare ostico. O quanto meno, ci si ritroverebbe costretti a saltare alcune parti della trattazione, in cui i concetti vengono spiegati tramite esempi musicali riportati con gli spartiti delle musiche.

Inoltre, non masticare concetti quale melodia, metrica, armonia, cadenze, contrappunto ecc., certamente non aiuta.

Ma, sia chiaro, per grandi linee le idee espresse da Rosen possono essere colte anche senza tali competenze.

C’è da dire che trattare una materia così vasta e articolata, e col grado di approfondimento che l’autore riesce ad adottare, pone varie difficoltà, una tra tutte in che ordine esprimere ciò che si vuole esprimere.

Per stili? In ordine cronologico delle opere? Per autore? Rosen sceglie un approccio per autore, ma non in maniera rigida.

Ad esempio, tutta la trattazione relativamente al Lied, forse il genere romantico per antonomasia, viene “raccolta” andando a trattare quelli di Schubert, quelli di Schumann e quelli di Liszt in maniera organica e raggruppata negli stessi capitoli, salvo poi ritornare su quegli autori più tardi quando approfondirà lo stile della loro musica pianistica (ma non solo).

Gli autori trattati o anche solo sfiorati sono principalmente Beethoven, Schubert, Chopin, Schumann, Liszt, Berlioz. Ma troverete anche riferimenti e commenti riguardo l’arte di Bach, Wagner, Bellini, Verdi, Mendelsohnn ecc…

Quello che colpisce è che Rosen mostra di avere le idee chiare e soprattutto di avere la certezza e la sicurezza di credere fermamente in quel che sostiene.

Non vi è giudizio che non sia approfonditamente motivato, e non mancano affermazioni “forti” e magari un po’ apparentemente irriverenti verso autori osannati da chiunque.

Chi conosce il blasone e la competenza di Rosen non se ne meraviglierà, ma è giusto sottolinearlo poiché ci capita troppo spesso di leggere libri solo divulgativi, in cui non ci si espone e semplicemente si “ribattono” notizie o giudizi di seconda mano.

Non ha molto senso scegliere di leggere un libro di questo livello in base a considerazioni di gusto, ma così, giusto per “goliardia”.

Concludo dicendovi che l’autore che certamente “esce sconfitto” dalla trattazione è Berlioz, mentre non possiamo che esser certi che Rosen apprezzi in modo particolare l’arte di Chopin.