
Un cuore, le cuffie, una mente.
Credo sia una ottima sintesi di cosa è per me la musica, cosa rappresenta e che tipo di passione mi lega irrimediabilmente a essa.
La musica non è un sottofondo per tenerci compagnia mentre stiriamo o laviamo i piatti; non è una cosa da ascoltare solo in metropolitana o come sottofondo bevendo una birra al pub. Non è un “accessorio” di qualche talent-show in cui apprezzare magari più la coreografia o il look del cantante di turno.
La musica va ascoltata con impegno, attenzione, desiderio di approfondimento; ma soprattutto deve emozionare, cioè toccare il cuore: dobbiamo da essa lasciarci trasportare, travolgere, invadere. E a mio parere solo con un ascolto consapevole e attento, possiamo godere pienamente delle emozioni che chi ha composto e interpretato la musica voleva imprimere nella sua opera.
Eccomi così a scrivere di musica. Anzi, ri-eccomi.
Ho già avuto un’esperienza simile, in passato, e magari qualcuno di voi si ricorderà di me. Si chiamava romaaudioclub, è stata una bellissima esperienza condivisa con alcuni amici (i redattori di articoli eravamo cinque, ma ospitavamo anche articoli di altri amici), purtroppo terminata qualche anno fa per sopraggiunti impegni di alcuni di noi (tra cui il webmaster).
Ma da allora non ho mai abbandonato la speranza di potere tornare…un giorno…e quel giorno è arrivato, anche (soprattutto) grazie alla mia amica che si è offerta alla bisogna con pazienza e dedizioni commoventi.
Qualche parola su questo sito.
Innanzitutto…cos’è? Un blog? Una rivista? Un sito di attualità musicale?
Mah….difficile a dirsi; la verità è che Internet, con la sua libertà, gratuità, apertura, ha permesso di scrivere, in ogni campo e ogni disciplina, a “cani e porci”, e così c’è un proliferare di siti più o meno professionali ma che, per un motivo o per un altro, raramente mi soddisfano; non che io (oink oink….) abbia la pretesa di essere più bravo (oink oink..) degli altri “cani e porci”. Tutt’altro.
E’ solo che, a mio modestissimo parere, si deve parlare di musica cercando anche, in un certo senso, di “educare all’ascolto”.
Così, non capisco i siti che nel descrivere un disco “filosofeggiano” in maniera spesso incomprensibile e comunque andando a toccare aspetti che nulla hanno a che fare con la sfera della musica, o delle emozioni, o della cultura (a volte credo vi sia un inconsapevole desiderio di attrarre verso la recensione, e non verso il disco, attraverso il sottile fascino del “difficile”, del “ricercato”, nell’usare un linguaggio o metafore spesso criptiche); e non capisco i siti che svolgono il compitino di recensire un disco senza mai provare a generalizzare un discorso, a trovare collegamenti, ad aprire parentesi che parlino di musica in sé, di aspetti legati alla fruizione della stessa, alla cultura che c’è (che deve esserci) dietro ecc.. Ecco, nel mio piccolo, e con le (scarse) competenze e capacità di scrittura che mi caratterizzano, cercherò di esprimere anche queste cose.
E’, dunque, una rivista?
Forse, per esser definita tale, dovrebbe “promettere” (e mantenere la promessa…) una uscita periodica, ad esempio un nuovo “numero” ogni mese; così non sarà.
Per me scrivere su musicascolto.it non è un lavoro, è solo un hobby, e non posso impegnarmi a esser puntuale; diciamo che potrà accadere che scriverò qualche recensione ogni tanto e via via che le scrivo le pubblicherò, o magari le metterò da parte e ne pubblicherò un gruppo magari accompagnandole con un nuovo editoriale. Chissà. Vedremo…
Nella home, comunque, ci sarà sempre l’editoriale più recente; quelli che vengono sostituiti vanno nell’apposita sezione “Archivio editoriali”.
Oltre alle sezioni con le recensioni di dischi, di concerti, di libri, è presente una sezione “novità e curiosità”, il cui nome credo sia esplicativo, una dedicata alle classifiche (di qualunque tipo mi vengano in mente: non mi pongo limiti, non schematizzo, chissà cosa ci metterò…).
Inoltre, grazie a “invia una recensione”, potrete inviare i vostri articoli che verranno da me giudicati; se li reputerò interessanti e coerenti con la mia “visione”, li pubblicherò.
Spesso le recensioni dei dischi saranno accompagnate da una tabellina che riporta alcuni dati che, a mio parere, possono essere utili per un appassionato e, quindi, un potenziale acquirente.
In tale specchietto troverete informazioni sulla etichetta discografica, se sono presenti nel booklet i testi delle canzoni, se ci sono i “credits” (chi ha suonato i vari strumenti, di solito) e se i credits sono riportati in dettaglio per ogni singola traccia.
Questa mia idea, credo abbastanza rara se non unica nel panorama delle “riviste” di musica, testimonia un po’ quello che per me un cd rappresenta (e tracce di musica liquida, dunque, non possono mai rappresentare): un oggetto da possedere, da leggere, da maneggiare e da consultare durante l’ascolto, per “accompagnarlo”, favorirlo, renderlo più consapevole.
In linea con questa concezione, spesso nella tabellina sarà presente un voto (in una scala da 1 a 5) sulla “bellezza” della confezione (del packaging, come dicono gli inglesi).
Altra “caratteristica”: non troverete solo recensioni di dischi nuovi; se la musica è cultura, allora non può essere attualità, né un qualcosa di legato alle mode o al mercato.
Io spesso compro OGGI dischi di IERI, e se mi stimolano a scriverne, ne scriverò senza curarmi minimamente del fatto che sono usciti anni o decenni addietro.
Infine, recentemente mi sto molto appassionando anche al cinema, per cui ho pensato di inserire anche una rubrica, diciamo un po’ “off-topic”, in cui inserire recensioni di film.
Non mi resta che augurarmi un seguito piacevole, soddisfacente (e non troppo esiguo…), e augurarvi di aver trovato un sito stimolante, interessante, appassionante.
Buona lettura a tutti!