Beatrice Rana / A. Pappano: concerti per pianoforte e orchestra di Tchaikovsky e Prokofiev

musicascolto
Sezione: Classica / Dischi

Composizioni: Tchaikovsky: concerto per pianoforte n.1 op. 23; Prokofiev: concerto per pianoforte n. 2 in sol minore, op. 16

Interpreti: pianoforte: Beatrice Rana; orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dir. Antonio Pappano

Etichetta: Warner

Codice: 0825646009091

Registrazione: 4/5

Confezione: 3/5

Un album che mi piace segnalare poiché ci permette di conoscere una giovanissima interprete che secondo me è già molto matura e sicuramente farà molto parlare di se.

Già il fatto che incide un disco per una “major”, con due importanti concerti per pianoforte, e accompagnata da una gloriosa orchestra quale quella dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dovrebbe destare curiosità e attenzione.

Cominciamo a descrivere il disco partendo dal pezzo più celebre dei due; è, anzi, forse il concerto per pianoforte e orchestra più famoso e popolare: il conerto op. 23 di Tchaikovsky.

Ascoltiamone il celebre incipit: maestoso ma non “super potente”, mai martellato.

Il primo tema è condotto con fraseggio elastico, accenti scattanti e nervosi, mentre il secondo è di una dolcezza e calma molto intima e meditativa. Stupenda la gamma di colori che la pianista riesce a esprimere nello sviluppo, dando un forte connotato di cantabilità anche ai passaggi in ottave. Nella cadenza conclusiva sono davvero incantevoli le magie timbriche che riesce a costruire nei momenti più raccolti: ad esempio nel passaggio, verso l’inizio, in cui ci sono dei trilli al basso, è pura poesia.

Insomma mi sembra che la Rana non cerca di fare quello che, credo, non può: competere con i “leoni” storici (i vari Gilels, Richter, Horowitz ecc…); sfrutta, piuttosto, e stupendamente, la sua indole (cantabile e certamente femminile) e la sua magnifica tecnica del suono.

Il movimento centrale: sbarazzino, fluente, fiabesco (quasi alla Mendehlsson, per intenderci) e alla piccola cadenza prima della ripresa del tema iniziale ritroviamo quel dolcissimo cantabile con dei pianissimi meravigliosi.

Nel terzo movimento il virtuosismo di lei ma anche dell’orchestra è sensazionale, e questo ci offre spunto per tessere elogi anche per l’Orchestra e il suo magnifico Direttore, Sir Antonio Pappano, in grado al contempo di assecondare perfettamente lo “spirito” della solista e di controllare a briglia sciolta un’orchestra che suona con tecnica sopraffina e naturalezza e spontaneità insuperabili.

Passiamo ad ascoltare il concerto n.2 in Sol minore, op. 16, di Sergei Prokofiev.

Il primo tema del movimento iniziale è interpretato con ricchezza di fascino e mistero, con una fantastica varietà di fraseggio e di colori. Ma il vero capolavoro, di questo concerto e dell’intero disco, è la seconda parte del primo movimento; questo movimento praticamente ha, dalla metà in poi, una lunga cadenza che se vogliamo fa da sviluppo/ripresa/coda; in esso è davvero da primato la capacità della Rana di differenziare i piani sonori facendo sentire perfettamente distinte le voci anche quando sono tre (basso/medio/alto) nei passaggi più concitati.

Stupendo anche il secondo movimento, nella cui parte centrale l’esecuzione della Rana riesce a risultare “cantabile” anche in un “moto perpetuo” quale esso è, e l’ultimo, nella cui cadenza centrale ritroviamo altre magie timbriche, e in altri momenti l’atmosfera livida, attonita che il compositore ha voluto imprimere alla musica viene restituita alla perfezione dall’interprete.

Questa Beatrice Rana è, a mio parere, una delle migliori giovani pianiste italiane e del mondo.