I benefici del fondo del barile

musicascolto
Sezione: Archivio editoriali

Il mercato discografico è in crisi profonda.

La pirateria lo ha quasi ucciso. E’ già un miracolo che si continuino a produrre e vendere supporti “fisici” (CD, dischi in vinile ecc..) visto il proliferare della cosiddetta “musica liquida”.

I “piccoli” negozi di dischi cadono come soldatini in trincea uno dopo l’altro soccombendo alle poche vendite e alla predominanza delle grandi catene e dei negozi on-line.

Le case discografiche per cercare di stare a galla sono così costrette alla azione tipica di chi è disperato e deve ingegnarsi per far di necessità virtù: insomma, raschiare il fondo del barile.

In questo caso, per loro, (mi riferirò in particolare alla musica classica) significa proporre dischi, cofanetti e box in cui propongono l’ennesima volta incisioni giù più volte uscite in varie edizioni passate; magari contenenti registrazioni storiche, magari di grandissimi interpreti del passato, a prezzi…stracciati!

Mentre le produzioni recenti continuano a costare molto, trainate soprattutto dai super costosi dischi delle “star” (Lang Lang, Helene Grimaud, Bahrami ecc…), ci si trova così a scoprire vere e proprie cornucopie del passato a prezzi impensabili.

Cofanetti dedicati a grandi interpreti si succedono a ritmo vertiginoso, spesso favoriti dal fatto che, scaduti i diritti di autore, la possibilità di pubblicare quelle antiche registrazioni risulta ormai “libera” e quindi a buon mercato.

Questo è un espediente molto usato da piccole etichette, quelle “indipendenti”, staccate dalle grande major.

Ma anche le grandi major escono con queste chicche super economiche, anche grazie al fatto di poter proporre e riproporre per l’ennesima volta registrazioni che hanno a catalogo e quindi su cui detengono i diritti (e per le quali non devono sostenere i costi di produzione: affitto sala di incisione, cachet o royalties per l’artista ecc…).

Se ne sono succedute, negli ultimi anni, a bizzeffe, da parte sia di Warner (che ha rilevato la defunta EMI) sia Universal, che ha “accorpato” Decca, Deutches Gramophone e Philips. Ecco così integrali o quasi integrali di, qualche nome a caso, Edwin Fischer, Karajan, Rostropovich, Ansermet, Pogorelich, Oistrakh, Michelangeli ecc..

Recentemente sono usciti non uno, ma addirittura due box dedicati al grande pianista Sviatoslav Richter, uno di 33 cd, l’altro di 51!!

La cosa spiacevole dell’operazione è che il secondo include il primo ed è uscito solo meno di un anno dopo; insomma cercano di “fregarci” in tutti i modi; ma…ben venga comunque, posto che si è sufficientemente avveduti da non comprarli entrambi, poter avere 51 dico 51 cd di Richter a meno di 100 Euro (meno di 2 euro a cd)!!

Stiamo parlando di capolavori, cioè di registrazioni che hanno fatto la storia della discografia e in molti casi sono di assoluto riferimento, come ben sa chi conosce il livello del pianista di cui stiamo parlando.

L’ho comprato. Lo sto “lentamente” consumando…sono arrivato ad ascoltare (un paio di volte ciascuno) fino al ventunesimo cd.

Mi ripropongo di recensirlo non appena finita l’impresa.

Nel frattempo potrete leggere, se lo vorrete, alcune altre nuove recensioni uscite insieme a questo nuovo editoriale. Buona lettura!