Lo pseudonimo del firmatario di questo disco è di tale Xavier Dphrepaulezz (meno male che si è trovato un moniker, che se no erano problemi, con questo cognome impronunciabile…).
OK, ma cosa contiene?
Una esplosione di funky/rock/soul (con un leggero sentore di blues ogni tanto e qualche cenno di gospel qua e là) trascinante e travolgente. Ritmo e arrangiamenti creativi e variegatissimi. E poi è suonato alla grandissima.
Ogni brano è diversissimo da ogni altro eppure si coglie una spiccata omogeneità di ispirazione, e ogni brano ha una marea di variazioni al suo interno. Davvero molto creativo.
Ci sono ad esempio delle classiche ballate, ma…prendiamo la traccia iniziale, “Venomous dogma”: leggermente psichedelica e che non ci meraviglieremmo se composta addirittura dalla premiata ditta Lennon/McCartney; ma questo per i primi 2 minuti circa, poi tutto cambia: entra un coro molto “black” con dietro un organo che pompa armonia a tutto fiato e il pezzo diventa un fantastico soul-blues, dimenticandosi totalmente di come era iniziato.
“you better have a gun” è un’altra splendida ballata rock, con una melodia bellissima, fondata su chitarra acustica e piano elettrico, ma il refrain è decisamente di stampo gospel.
La “blackness” dell’album è evidente soprattutto in alcuni pezzi in cui lo stile “spiritual” la fa da padrone. “Highest bidder” è un funky febbrile e trascinante, spinto e sorretto da un basso fantastico; ma il refrain vira decisamente verso lo “spiritual”.
E poi abbiamo tanto blues: ad esempio l’inizio di “Trudoo” o la conclusiva “Virginia soul”, dominata da un dobro suonato magistralmente, sensuale e insinuante.
Non sono certo che sia a mio gusto il miglior albume dell’anno, ma certamente è quello più….divertente. Attira. E’ proprio un piacere ascoltarlo. Ad esempio: come non sorridere e, oserei dire, gioire ascoltando quella specie di misto di soul e doo-wop intitolato “Nibbidip”, con le sue tastierine giocose e sbarazzine?
In conclusione, una riflessione metafisica: immagino che Prince da lassù gradisca molto ascoltare questo album, addirittura, forse, con un pizzico di invidia.
P.s.: gran bel titolo, per giunta.
