Francescatti – Tchaikovsky/Mendelssohn violin concertos

musicascolto
Sezione: Classica / Dischi

Titolo: Francescatti – Tchaikovsky/Mendelssohn violin concertos
Autore: Tchaikovsky/Mendelssohn
Etichetta: Sony Classical
Codice: 8 28767 87602 3

Confezione: 3/5
Registrazione: 4/5
Prezzo: 4/5
Importanza: 3/5

Sublime violino

Zino Francescatti, violinista francese di immensa bravura, non è forse ascrivibile tra i più famosi “virtuosi” dello strumento (a livello, che so, di un Heifetz o di un Oistrakh), ma con questo cd dimostra a mio parere di poter competere al podio per quanto riguarda sensibilità musicale ed espressività (il talento tecnico certo non manca, sia chiaro).

Il cd riporta la registrazione di due famosissimi concerti per violino e orchestra, registrazioni fatte negli anni 60 (ma, attenzione, la registrazione è perfetta !

Grande ricostruzione scenica, timbrica molto naturale e mai pungente, dinamica a tratti travolgente) rispettivamente con la Cleveland Orchestra diretta da Szell (concerto di Mendelssohn) e la New York Philarmonic diretta da Schippers (Tchaikovsky).

Dei due, preferisco il secondo, sia come composizione in se, sia come interpretazione, ed è pertanto su questo che si concentra la mia recensione.


Siamo di fronte a un capolavoro assoluto: poetico nei suoi momenti più lirici, intrigante e coinvolgente nei momenti più “folklorici”, straordinariamente bello nella cantabilità dei temi del primo movimento, accattivante nei momenti virtuosistici che Francescatti porge con maestria ma senza narcisistico esibizionismo.

E’fantastico, a questo proposito, il campionario di “effetti” che la partitura propone nel primo e nel terzo movimento, e il solista li esegue con un controllo dinamico, una bellezza e chiarezza di timbro esemplari.

Ma la cosa che più mi ha colpito di questa esecuzione è la straordinaria e magica intesa col direttore d’orchestra: mai e dico mai si notano scollature, e in questo concerto il rischio è spesso in agguato perché, ad esempio, vi sono diversi passaggi, anche di una certa valenza “ritmica”, in cui orchestra e violino si scambiano continuamente la scena, ed è facile incorrere in piccoli e impercettibili errori nel tempo delle entrate.

Qui invece tutto scorre incredibilmente fluido, come se davvero orchestra e solista fossero un’unica mente e un unico “braccio”.

Non c’è questa intesa, ad esempio, nella esecuzione della London Symphony diretta da Previn con la Anne Sophie Mutter al violino. Interessante a questo proposito confrontare anche i due approcci dei solisti:la Mutter è a tratti più nervosa, certamente fantastica dal punto di vista tecnico (nel trillo che conclude la cadenza del primo movimento, forse riesce ad essere più pulita e precisa di Francescatti), e ha una “dolcezza”, nei passaggi lirici, ben diversa da quella di Francescatti.

La dolcezza della Mutter è, come dire, languida, tendente al malizioso-ammiccante, a tratti sfora nel lezioso; la dolcezza di Francescatti è di un’eleganza e una classe inarrivabile, una dolcezza, mi vien da dire, da teneri momenti familiari.

Una registrazione da avere assolutamente nella propria discoteca.